Osservatorio CittàClima: tra il 2010 e il 2020 quasi 1.000 eventi estremi

195
Alluvione a Crotone (foto Ansa)
Alluvione a Crotone (foto Ansa)

Legambiente ha presentato il Rapporto 2020 “Il clima è già cambiato” dell‘Osservatorio CittàClima, una vera e propria fotografia degli impatti dei cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni sui nostri centri urbani.

Tra il 2010 e il 2020 in oltre 500 Comuni italiani si sono verificati quasi 1.000 eventi estremi. Roma, Bari, Milano e Agrigento sono state le città che hanno subito i maggiori danni. In crescita trombe d’aria, alluvioni e le ondate di calore.

Dieci anni di eventi estremi. Nell’ultimo decennio, i Comuni italiani hanno visto succedersi 416 casi di allagamenti da piogge intense (319 dei quali avvenuti in città) che hanno determinato 347 interruzioni e danni alle infrastrutture con 80 giorni di stop a metropolitane e treni urbani; 14 casi di danni al patrimonio storico-archeologico; 39 casi di danni provocati da lunghi periodi di siccità e temperature estreme; 257 eventi con danni dovuti a trombe d’aria; 35 casi di frane causati da piogge intense e 118 eventi (89 avvenuti in città) da esondazioni fluviali. A causa del maltempo si sono inoltre registrati 83 giorni di blackout elettrico e centinaia di vittime: l’Osservatorio CittàClima ha contato 251 morti, di cui 42 riferiti al solo 2019, in aumento rispetto ai 32 del 2018. 50 mila, invece, rileva il CNR, le persone evacuate in seguito a frane e alluvioni.

Le città più colpite. Sotto la lente d’ingrandimento della mappa di CittàClima, le aree urbanizzate della Penisola, le più popolose e spesso sprovviste di una corretta pianificazione territoriale, nonché le più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Clamoroso, sottolinea l’Osservatorio, il caso di Roma, dove dal 2010 a ottobre 2020 si sono verificati 47 eventi estremi, 28 dei quali riguardanti allagamenti in seguito alle piogge intense. Altro caso importante è quello di Bari, dove gli eventi estremi sono stati 41, soprattutto allagamenti da piogge intense (20) e trombe d’aria (18). Segue quindi Agrigento, con 31 eventi legati ad allagamenti (in 15 casi) e danni alle infrastrutture (in 7 casi) come per i danni da trombe d’aria. Da segnalare anche Milano, con 29 eventi in totale, dove si contano almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro.

I numeri del 2020. Soltanto nell’anno in corso, da inizio 2020 a fine ottobre, si sono verificati 86 casi di allagamento da piogge intense e 72 casi di trombe d’aria, in forte aumento rispetto ai 54 casi dell’intero 2019 e ai 41 registrati nel 2018. Ancora, 15 esondazioni fluviali, 13 casi di danni alle infrastrutture, 12 casi di danni da siccità prolungata, 9 frane da piogge intense. Legambiente sottolinea come ad aumentare siano gli eventi estremi che riguardano contemporaneamente anche due o più categorie e che gli episodi tendono a ripetersi negli stessi Comuni dove si erano già verificati in passato.

Sempre più drammatiche, in particolare, le conseguenze dei danni da trombe d’aria, che nel Meridione sferzano le città costiere, mentre al Nord si concentrano nelle aree di pianura. Più forti e prolungate le ondate di calore nei centri urbani, dove la temperatura media cresce a ritmi più elevati che nel resto del Paese. Tra i fenomeni estremi a maggiore intensità, anche quelli alluvionali, con quantitativi d’acqua che normalmente cadrebbero in diversi mesi o in un anno e che invece si riversano nelle strade in poche ore, seguiti sempre più spesso da lunghi periodi di siccità.

Il Rapporto 2020 “Il clima è già cambiato” è stato presentato oggi in un webinar organizzato da Legambiente e redatto con il contributo di Unipol, la collaborazione scientifica di Enel Foundation e arricchito dalle collaborazioni con ISPRA, Legambiente Emilia-Romagna e decine di circoli locali.

A discutere di impatti, rischi e politiche per l’adattamento di città e territori, sono stati Roberto Morassut, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Irene Priolo, Regione Emilia Romagna, Marco Granelli, assessore al Comune di Milano, Erasmo D’Angelis, segretario dell’autorità di bacino dell’Appennino centrale e Maria Luisa Parmigiani, responsabile sostenibilità di Unipol, introdotti da Carlo Papa, direttore di Enel Foundation, Donatella Spano, dell’Università di Sassari, e Francesca Giordano dell’Ispra. Per Legambiente, interventi introduttivi e conclusivi a cura di Andrea Minutolo, Gabriele Nanni ed Edoardo Zanchini.