Paesi dell’est fanno saltare accordo Ue su zero emissioni

BRUXELLES – Salta l’accordo (da firmare al Consiglio europeo) sull’obiettivo di un’Europa a zero emissioni nette entro il 2050.

 

Europa zero emissioni: il sogno si blocca. La notizia è grave e sconfortante, come commentano le associazioni ambientaliste, e ipoteca il clima e l’ambiente per i prossimi anni. La data per la transizione a un’economia “climaticamente neutrale” è stata cancellata dal testo delle conclusioni del vertice. Si sono opposti infatti alcuni Paesi dell’Est Europa, tra cui Polonia (che trae l’80% della sua energia dal carbone), Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia.

Per l’obiettivo ” zero emissioni al 2050″  era favorevole la maggior parte dei Paesi Ue (24 su 28 votanti). Per superare l’opposizione dei Paesi del gruppo di Visegrad, nella bozza l’obiettivo al 2050 era condizionato alle “circostanze nazionali degli Stati membri” e al loro “diritto di decidere sul proprio mix energetico”. Ma anche questo non è bastato agli estremisti del “business a usual”.

Secondo fonti Ue, nel testo adottato dal Consiglio, al posto dell’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050, si chiede di “garantire una transizione verso una Ue climaticamente neutrale in linea con gli accordi di Parigi”. La data viene relegata in una nota al testo, in cui si afferma che per la maggior parte dei Paesi l’obiettivo deve essere raggiunto entro il 2050.

“Merkel e Macron non sono stati in grado di convincere la Polonia e gli altri Paesi al Consiglio europeo – scrive Greenpeace su Twitter – e la neutralità climatica dell’Ue è ora relegata in una nota a piè di pagina”. “È una vergogna che i capi di Stato e di governo non siano stati in grado di trovare un accordo neanche sull’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050”, ha invece commentato la co-presidente dei Verdi europei, l’eurodeputata Ska Keller.

“Vogliamo impegnarci a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e in nome della Germania sosterrò espressamente questo obiettivo”, aveva detto la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando della prossima strategia Ue sul clima in discussione tra i leader europei al vertice a Bruxelles. “In particolare, spero che gli ambiziosi piani per la protezione del clima diventino realtà”, aveva aggiunto.

Non nasconde la sua forte delusione nemmeno Ester Asin, direttrice dell’ufficio politico europeo del Wwf, che ha commentato: «L’Ue si è autoinflitta un colpo devastante in termini di leadership climatica. Ha deluso tutte le persone che negli ultimi mesi hanno invocato massicciamente un’azione per il clima, riducendo le loro speranze per un’Europa neutrale dal punto di vista climatico a una semplice nota a piè di pagina. I 24 Stati membri che sostengono un obiettivo 2050 climate neutral non hanno saputo utilizzare le armi in loro possesso e hanno permesso che il loro impegno fosse attenuato da appena quattro ostruzionisti: Polonia, Repubblica ceca, Ungheria ed Estonia. Il riferimento all’essere in linea con l’Accordo di Parigi in un testo così inconsistente lo rende una presa in giro di quell’Accordo e non dovrebbe essere permesso che ci stia».(fonte qui http://www.greenreport.it/news/clima/lunione-europea-non-sara-emissioni-net-zero-entro-il-2050-gli-ambientalisti-grave-fallimento/

Friends of the Earth Europe fa notare che, anche se non avesse avuto successo l’ostruzionismo dei 4 Paesi sovranisti/negazionisti, il calendario di azione proposto dalla Commissione Ue «E’ troppo lento perché l’Europa faccia la sua giusta parte per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi».
La unic conclude: «Una manciata di governi degli Stati membri, guidati dalla Polonia, hanno bloccato i progressi nella politica climatica dell’Ue, questo è un comportamento molto pericoloso. Le regole per le decisioni dell’Ue in materia di clima ed energia devono essere riviste per consentire all’Europa di agire sul clima: milioni di persone sono impegnate in piazza. I giovani che protestano per il loro futuro e gli scienziati che monitorano la distruzione del nostro mondo naturale sono chiari su ciò che deve essere fatto: un’azione di trasformazione immediata per eliminare i combustibili fossili entro il 2030, passare al 100% alle energie rinnovabili e alle comunità energetiche e istituire un massiccio risparmio energetico come punto di partenza. Non possiamo perdere altri 5 anni».

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