Parco di Paneveggio: salva l’area di canto dei Galli cedroni

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Gallo cedrone: in primo piano la caratteristica caruncola rossa sopra l'occhio (foto Graziano March)
Gallo cedrone: in primo piano la caratteristica caruncola rossa sopra l'occhio (foto Graziano March)

Buone notizie per la famosa e importantissima area di canto dei galli cedroni nel Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino: è arrivato, infatti, lo stop della Provincia autonoma di Trento per la realizzazione della strada forestale che avrebbe dovuto collegare malga Crel e malga Scanaiol, di fatto cancellando una zona di grande pregio nell’arco alpino per la presenza di tetraonidi.

“Con i sopralluoghi effettuati ieri dai tecnici del Servizio Foreste e Fauna – ha comunicato la Provincia – che seguono alla raccolta di ulteriori informazioni e dati sulla delicatezza, sotto il profilo ambientale e faunistico, dell’area in questione, abbiamo deciso di escludere la prosecuzione della strada forestale il località Crel, nel Comune di Primiero, realizzata per procedere alla rimozione delle piante schiantato dalla tempesta Vaia. Il punto di arrivo del tratto già realizzato, per la lunghezza di 1,1 chilometri, corrisponde con quello indicato nel primo Piano di Azione, e consente di intervenire nell’area schiantata di maggiori dimensioni. L’area segnalata invece dal Parco di Paneveggio come particolarmente sensibile, perché arena di canto del gallo cedrone, non è stata finora interessata a lavori e non lo sarà dunque neanche in futuro”.

La Provincia ha messo quindi la parola fine a quello che si preannunciava come un gravissimo danno ambientale ai danni di una specie davvero speciale come il Gallo cedrone. La questione era stata sollevata alcuni giorni fa dal quotidiano “Trentino”, seguita poi dalle durissime prese di posizione delle associazioni ambientaliste, tra cui la Lipu e il Wwf Trentino Alto Adige.

“I lavori – ha precisato ancora la Provincia – proseguiranno invece per rinverdire e rinaturalizzare le aree già lavorate e ridurre l’impatto della nuova viabilità, fino al punto in cui si è arrestata. L’area in questione è stata gravemente danneggiata da Vaia e ciò ha reso indispensabile un intervento di esbosco delle piante schiantate, anche per evitare successivi danni prodotti da parassiti forestali. Dopo la pausa invernale e quella connessa all’emergenza sanitaria Covid 19, i lavori sono stati ripresi il 20 aprile scorso. Valutata ora l’impossibilità di proseguire nella realizzazione del tracciato della forestale, per non impattare su un’area particolarmente delicata, si proseguirà con la rimozione degli alberi abbattuti nella zona resa accessibile dal tratto già realizzato. “Andrà valutato successivamente assieme ai nostri tecnici – sottolinea ancora Zanotelli – come intervenire nell’area che invece rimane distante dal punto di arrivo della nuova  strada e contenere eventuali problematiche dal bostrico”.