Parco minerario di Calceranica: un’esperienza “underground” e non solo.

Calceranica al Lago non è solo spiagge e locali mondani a pochi chilometri sia da Pergine Valsugana, sia da Levico Terme: nell’immediato del suo centro possiamo infatti visitare quello che in passato era un riferimento professionale e una fonte economica per chi si trovava nel bisogno di lavorare per provvedere al mantenimento della famiglia. Parliamo di una vecchia miniera risalente alla metà del Novecento del secolo scorso e che ora, recuperata nelle sue varie peculiarità, è stata destinata a Parco Minerario.  

Una nuova esperienza, una giornata dedicata alla scoperta di un mondo passato che è rimasto intatto grazie alla collaborazione delle realtà associative locali con il Muse. La realizzazione del Parco Minerario di Calceranica, l’allestimento di un moderno percorso tematico e il ripristino di un antico sentiero che attraversa la selvaggia valle del Torrente Amendola ne fanno un sito in continua evoluzione. Incuriositi da tutto ciò abbiamo rivolto qualche domanda al naturalista Claudio Torboli. 

La miniera di Calceranica (foto Gabriele Stulzer)
La miniera di Calceranica (foto Gabriele Stulzer)

 

Come e da chi è nata l’idea di dar valorizzare il Parco?

«L’idea di valorizzare il Parco è nata nel 2008 con lo stimolo dato dal locale gruppo “Miniera”, l’associazione culturale che da sempre preserva e cerca di valorizzare il ricordo dell’attività mineraria del paese di Calceranica e soprattutto ha fatto un grosso lavoro di conservazione di reperti tra cui i materiali impiegati nel lavoro e tutto ciò che riguarda la parte iconografica e fotografica. 

Parco Minerario Calceranica (foto Gabriele Stulzer)

Vari percorsi e sentieri a disposizione dei visitatori. 

«Il percorso in galleria è aperto principalmente in luglio e agosto. Quest’anno dal 27 giugno all’8 settembre, da giovedì a domenica o su prenotazione ed è accessibile a tutti. Il fondo è abbastanza grossolano, ma percorribile con carrozzine con ruote un po’ robuste. Qui si possono osservare  le testimonianze principali legate all’attività  dell’estrazione mineraria accompagnate da dei pannelli informativi. Il sentiero dei minatori  invece è all’aperto e adatto a chi ama camminare nella natura. Si consigliano scarpe da trekking, una borraccia d’acqua e una giacca a vento per ripararsi dalla pioggia in caso di maltempo».

Il tracciato percorso un tempo dai minatori (foto Gabriele Stulzer)
Il tracciato percorso un tempo dai minatori (foto Gabriele Stulzer)

Quali indicazioni ci può dare se volessimo percorrere quest’ultimo?

«Il sentiero con numerosi saliscendi parte dal paese di Calceranica e arriva a Bosentino ripercorrendo l’antico tracciato che i minatori facevano per arrivare alla miniera. S’incontrano lungo la strada dei pannelli con delle spiegazioni mirate, dei punti informativi che invitano alla lettura: la vita dei minatori, l’antica ferrovia, la polveriera, i vecchi imbocchi minerari ne sono degli esempi. Il tracciato è libero e adatto a chi ha un po’ di allenamento di camminate per sentieri».

Un tratto del sentieri dei 100 scalini
Un tratto del sentieri dei 100 scalini

Quali i tempi di percorrenza?

«Diciamo che solitamente il visitatore associa la visita alla miniera con il percorso all’aperto. Più o meno ci si impiega una mezza giornata. Solo il percorso che sale da Calceranica verso Bosentino e che scende poi nuovamente a Calceranica per l’altrettanto caratteristico e panoramico  “sentiero dei cento scalini” dura circa tre ore».

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