Ambientalisti critici sul collegamento Comelico-Pusteria

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associazioni ambientaliste critiche sul collegamento Comelico-Pusteria
Progetto di collegamento Comelico Pusteria

Ambientalisti critici sul collegamento Comelico-Pusteria. Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness e ProNatura, esprimono importanti perplessità sul progetto di collegamento sciistico Val Comelico-Pusteria.

Le associazioni hanno diramato un comunicato stampa.

Spiegano che  il collegamento non è la soluzione al problema dello spopolamento del Comelico, e confermano il sostegno alla Soprintendenza di Venezia che, esprimendo il suo parere negativo, ha messo in evidenza le criticità nella realizzazione dell’infrastruttura. Il comunicato spiega: “Gli ambientalisti esprimono opinioni dei territorio e sono stati tra i primi a sollevare la questione del suo spopolamento. Le obiezioni di tipo economico e ambientale mosse al progetto sono documentate, motivate e sono state discusse con la cittadinanza ma è necessario ricordare anche che i valori paesaggistici e naturalistici coinvolti travalicano il mero interesse territoriale e rappresentano beni generali del Paese.

Tale principio è stabilito nelle norme di tutela ambientale e paesaggistica: sia nel diritto comunitario, che nella nostra Costituzione e infine anche nelle leggi regionali.  Pertanto, la valutazione di impatto ambientale (VIA) e la valutazione ambientale strategica (VAS) devono tenere conto anche delle esigenze generali. I pareri negativi della Soprintendenza del 2014, 2015, 2017 e 2018 hanno ribadito che “la proposta avanzata è tuttora incompatibile con la conservazione delle valenze paesaggistiche ancora incontaminate del sito, nonché con gli indirizzi di ordine generale dell’UNESCO e della Regione del Veneto sulla possibilità di implementazione di nuovi impianti sciistici per l’area in oggetto.

Stiamo parlando delle zone SIC e ZPS del Bosco Antico di Vizza di Sotto la Croda – Val Comuna; la linea Confinaria di Monte Croce e il Quadriburgium con strada romana connessa. Oltre alle valutazioni ambientali e storico-archeologiche, ci sono poi altre criticità, legate all’altitudine degli impianti (1600/2000 s.l.m.) e ai cambiamenti climatici, fattori che rischiano di incidere sulla sostenibilità economica delle sciovie che per funzionare avranno bisogno di innevamento artificiale. In Austria si stanno dismettendo aree sciistiche a causa dei cambiamenti climatici in atto e i costi insostenibili dell’innevamento artificiale. Il progetto quindi vuole spendere soldi pubblici per un intervento che già presenta evidenti criticità economiche (a meno che non si voglia credere che in Austria siano diventati tutti fanatici ambientalisti) e paesaggistiche, togliendo risorse e fondi che potrebbero invece essere destinati a servizi per la popolazione residente quali sanità, scuole, trasporti, e riqualificazione ambientale. Nel progetto la classica attività silvo-pastorale viene messa completamente da parte a favore di logiche economiche che riducono la montagna a effimero luogo vacanziero, lasciando ai margini i bisogni complessivi del territorio, e cioè: tutela, presidio e prevenzione contro i fenomeni estremi e il rischio idrogeologico che sarebbero invece garantiti se si perseguissero progetti con un rapporto più integrato e equilibrato tra attività economica e Italia Nostra, Legambiente, LipuMountain WildernessPro Natura  sono convinte sostenitrici di uno sviluppo turistico ecosostenibile e, venute a conoscenza della proposta avanzata dal MiBAC,  chiedono al Ministro Bonisoli e al Direttore Generale Famiglietti di essere ricevute per conoscere il nuovo progetto e valutarne insieme i contenuti.”