La Conferenza Stato-Regioni rinvia la decisione sul possibile abbattimento programmato dei lupi

208

La Conferenza Stato-Regioni ha deciso di rinviare al prossimo 23 febbraio, per un ulteriore approfondimento, così come chiesto dalle Regioni, l’approvazione del “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia“, predisposto dal Ministero dell’Ambiente e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), in collaborazione con un pool d’esperti. Una decisione valutata positivamente dalle associazioni ambientaliste e animaliste scaturita grazie al loro pressing di questi giorni.

Diverse associazioni come WwfLav, Lac Lipu, Lndc, Enpa e Animalisti Italiani hanno infatti espresso “soddisfazione” per questo primo risultato, ringraziando le Regioni e l’opinione pubblica per l’attenzione dedicata a questo problema.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti oggi, intervenendo a una trasmissione radiofonica, ha detto: “In Italia ci sono più di 1500 lupi, 250-300 ogni anno bracconati, secondo voi è aperta la caccia al lupo o la apro io? Se noi non interveniamo per diminuire la pressione sui territori, i bracconieri continueranno ad ammazzarli”. Il ministro ha poi aggiunto: “In questo testo c’è un nucleo anti-bracconaggio con i carabinieri forestali e le polizie provinciali, cani anti-veleni contro i bocconi avvelenati, altre azioni di prevenzione per gli allevatori per proteggersi ed evitare che il lupo mangi le bestie. L’ultima azione dice che una volta che siano state fatte tutte le prescrizioni, come le recinzioni e le varie attività previste tra cui gli indennizzi, alla fine la Regione può chiedere al mio ministero di intervenire per prelevare dei capi in misura limitatissima e solo dopo che ho acquisito il parere dell’Ispra sul singolo caso. E’ difficilissimo arrivarci”.

“Il Wwf  – ha spiegato Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia – da oltre due anni ha evidenziato al Ministero, anche con osservazioni tecniche, i nodi che oggi sono venuti al pettine. In particolare abbiamo sempre sostenuto che le misure di prevenzione del Piano erano correttamente individuate, ma che in assenza di finanziamenti specificatamente previsti queste sarebbero rimaste solo virtuali. Dal piano andavano stralciati gli abbattimenti e andavano previsti tempi e risorse congrue. Molte delle nostre richieste, rimaste inascoltate, rispecchiano proprio alcune delle problematiche che le Regioni stesse stanno sollevando. L’auspicio, ora, è che si torni ad un confronto sereno e costruttivo con tutti i soggetti interessati per arrivare rapidamente all’approvazione di un Piano con azioni concrete ed efficaci che escluda gli abbattimenti legali, disciplinando l’applicazione della possibile deroga prevista dalla Direttiva UE Habitat solo in casi eccezionali ed ultima opzione attuabile solo dopo l’attuazione del Piano e verifica dei risultati raggiunti”.

Il Piano oggetto di discussione prevede, tra le varie misure, quella di un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia, previo un piano regionale approvato da Ispra e Ministero. Nel nostro Paese vivono tra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.472 in Appennino, il 18% dei lupi della Unione europea.

_DSC7519_imagefullwide

Di fronte all’Ordinanza ministeriale per la caccia in braccata e quindi alla possibilità di abbattere gli animali in maniera controllata, in questi giorni si sono mobilitate quasi tutte le associazioni ambientaliste ( tra cui Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc, Wwf) spingendo molte Regioni a fare marcia indietro sulla possibilità di esprimere voto favorevole al provvedimento. La Coldiretti si espressa invece a favore del Piano.