Picchi a confronto: una “curiosità” per ogni specie

Da chi si finge serpente, a chi si "lava" con l'acido formico per difendersi dai parassiti. L'ornitologo Luigi Marchesi ci svela alcune caratteristiche di questi affascinanti uccelli

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Due bellissimi esemplari di picchio rosso maggiore (foto Fabrizio Bottamedi)
Due bellissimi esemplari di picchio rosso maggiore (foto Fabrizio Bottamedi)

I picchi sono un famiglia di uccelli davvero straordinaria che riserva numerose sorprese e curiosità. Basti pensare, per esempio, che il picchio nero con il proprio becco (a forma di punteruolo) riesce a vibrare contro il tronco di un albero la bellezza di circa 35 colpi ogni due secondi senza subire danni cerebrali. Un vero e proprio record! (Qui l’articolo sul picchio nero).

Per scoprire alcune particolarità di questa affascinante famiglia di uccelli (i Picidi) ci siamo rivolti all’ornitologo del Muse – Museo delle scienze di Trento, Luigi Marchesi. Ecco le risposte alle nostre curiosità.

Quali sono le specie che vivono in Trentino?

«Attualmente in provincia di Trento si riproducono 6 specie di picchi: Torcicollo, Picchio rosso maggiore, Picchio tridattilo, Picchio nero, Picchio verde e Picchio cenerino. Si tratta di un numero piuttosto elevato, tenuto conto che sul territorio nazionale sono presenti complessivamente 9 specie».

Una curiosità per ciascuna specie?

«Noi pensiamo ai picchi come a degli uccelli sedentari, di abitudini alimentari insettivore, adattati all’arrampicata sui tronchi degli alberi e capaci di realizzare cavità negli alberi nelle quali deporre le uova. Tuttavia il Torcicollo è un picchio migratore che non è in grado di realizzare cavità negli alberi, ma utilizza invece quelle scavate da altre specie. Si chiama in questo modo per il peculiare comportamento difensivo che mette in atto in presenza di predatori, uomo incluso. Il Torcicollo piega il collo in modo ritmico da una parte e dall’altra, imitando il movimento di un serpente, riuscendo spesso a distrarre i predatori.

Torcicollo (foto Graziano March)
Torcicollo (foto Graziano March)

Il Picchio rosso maggiore, invece, si caratterizzata per la dieta straordinariamente varia che lo porta, spesso, a specializzarsi su fonti alimentari in genere poco adatte a un picide. Un esempio sono i nidi di cince e di altri passeriformi. Il picchio rosso maggiore riesce a predare questi nidi (costruiti in cassette nido o cavità naturali) allargando spesso il foro d’ingresso.  

Il Picchio tridattilo, al contrario, si nutre quasi esclusivamente di larve e di coleotteri del legno (bostrico). Una dieta questa che adotta almeno nel periodo della riproduzione. Negli altri periodi dell’anno pratica migliaia di caratteristici forellini, a linee concentriche, sui tronchi di alcune conifere per nutrirsi della linfa degli alberi.

Il picchio tridattilo (foto Graziano March)
Il picchio tridattilo (foto Graziano March)

Perché è importante il Picchio nero?

Il Picchio nero è, in assoluto, una delle specie forestali più importanti dal punto di vista ecologico-conservazionistico, non soltanto tra i picchi. Permette, grazie alle complesse cavità nido che costruisce, la presenza di molteplici altre specie tra cui rapaci notturni, mustelidi, chirotteri, api. Si occupa non solo della fase costruttiva, ma anche di ripulire il contenuto di vecchie cavità, ripulendole dai resti di vecchi nidi di cince, scoiattolo, favi d’api e di renderle in tal modo di nuovo utilizzabili.

In questa immagine un picchio nero in volo (Foto Jacopo Rigotti)
Un picchio nero in volo (foto Jacopo Rigotti)

Il Picchio verde è diffuso prevalentemente nelle zone agricole e con il Torcicollo è il meno “forestale” del gruppo.

Il picchio verde (foto Jacopo Rigotti)
Il picchio verde (foto Jacopo Rigotti)

Il Picchio cenerino pratica molto spesso il cosiddetto anting, cioé si posa su un grande formicaio, lasciandosi così “lavare” dall’acido formico emesso in grande quantità dalle formiche. In questo modo ottiene un’azione antiparassitaria nei confronti dei parassiti infestanti del piumaggio».

Un picchio cenerino (foto Fabrizio Bottamedi)
Un picchio cenerino (foto Fabrizio Bottamedi)

Qual è il picchio più diffuso in Trentino?

«La specie più diffusa in Trentino è il Picchio rosso maggiore. Questa specie vive praticamente in ogni tipo di bosco che abbia almeno qualche tronco superiore a 25 -30 cm di diametro, tra il fondovalle e il limite della vegetazione arborea. Si riproduce anche in giardini e parchi pubblici, frequenta mangiatoie».

Picchio rosso maggiore con il piccolo (foto Fabrizio Bottamedi)
Picchio rosso maggiore con il piccolo (foto Fabrizio Bottamedi)

E il picchio che si “adatta” meglio alla neve?

«E’ difficile rispondere a questa domanda: alcune specie, come il Picchio rosso maggiore, ad esempio, cambiano dieta in inverno, passando da insettivore a granivore e mettendo in campo tutta una serie di comportamenti alimentari complessi (realizzazione di fucine, cioè di luoghi adatti all’apertura e all’estrazione dei semi, riserve alimentari).

Altre specie, come il Picchio nero, si “ostinano” a rimanere insettivori anche d’inverno. In questo periodo, in genere, forano i grandi acervi (formicai) raggiungendo le zone dove le formiche svernano. Questo comportamento lo adottano anche nei riguardi di quelle specie di formiche che si insediano nella porzione basale dei tronchi di conifere.

Spesso i picchi neri sono “accompagnati” in queste attività dal Picchio verde e dal Picchio cenerino. Considerando anche la strategia del Torcicollo (migrare), i picchi adottano una vasta gamma di comportamenti per sopravvivere in inverno».