Picchio cenerino, l’amante degli alberi maturi

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Un maschio di picchio cenerino riconoscibile per la macchia rossa sulla fronte (foto Fabrizio Bottamedi)
Un maschio di picchio cenerino riconoscibile per la macchia rossa sulla fronte (foto Fabrizio Bottamedi)

Il picchio cenerino (il nome scientifico è Picus canus) qui ritratto da Fabrizio Bottamedi, è un simpatico uccello, appartenente alla famiglia dei Picidi, che ha fatto, soprattutto degli alberi maturi, in fase di deperimento o morti, il suo habitat privilegiato.

Simile per alcuni aspetti al “cugino” picchio verde (rispetto a quest’ultimo è più piccolo e ha il colore del capo quasi del tutto grigio) il picchio cenerino ricava in particolare dagli alberi maturi, avanti con l’età, il necessario che gli serve per vivere: innanzitutto il cibo, cercando insetti tra le pieghe delle cortecce o nei buchi dei tronchi marcescenti (può andare a caccia di formiche però anche a terra); poi costruendosi il nido, scavandolo nei tronchi morti o in deperimento, utilizzando come scalpello il becco corto, forte e appuntito. Questi alberi, molto spesso, costituiscono anche il luogo dove vanno in scena i rituali di corteggiamento, con veri e propri inseguimenti lungo i tronchi delle piante, oltre che in volo.

Un maschio di picchio cenerino (foto Fabrizio Bottamedi)
Il picchio verde si ciba d’insetti che cerca soprattutto nei tronchi in fase di deperimento (foto Fabrizio Bottamedi.

Il maschio di questa specie si caratterizza per la presenza di una macchia rossa sulla fronte (assente quindi nella femmina). Il picchio cenerino, oltre ad essere elusivo, ha un carattere che lo porta ad essere, fuori dal periodo degli amori, piuttosto solitario, come se volesse frequentare in sottovoce quel mondo ormai “maturo” e silenzioso che ha scelto come casa.