Le Piramidi di Segonzano

Piramidi di Segonzano: alla scoperta della biodiversità nascosta

Una giornata soleggiata e estiva ci ha portati a volere trascorrere mezza giornata all’aria aperta a contatto della natura andando alla scoperta di un’altra perla naturale che il Trentino può vantare: le Piramidi di Segonzano.

Partiamo da Pergine Valsugana e dopo trenta minuti di percorrenza in auto, lungo l’ombreggiata statale della Valle di Cembra, possiamo parcheggiare nel comodo spazio riservato ai visitatori posto a destra della carreggiata. Le insegne sono visibili. È qui che incontriamo Alessandro Marsilli, naturalista, faunista e accompagnatore di territorio, che oggi ci guiderà non solo alla scoperta di questi monumenti naturali, ma in un percorso che ci svelerà l’estrema biodiversità nascosta in questo angolo di Trentino.

Le piramidi? Quale il processo di formazione negli anni? 

«Le piramidi si sono formate mediante un processo durato moltissimi anni. Tutto è cominciato con dei detriti rocciosi e sabbiosi provenienti dai ghiacciai alpini. Si sono così formati lentamente nella valle del Rio Regnana degli strati di  depositi morenici successivamente ricoperti da una grande frana di massi e sassi. È toccato poi agli agenti atmosferici completare l’opera. Il continuo scorrere dell’acqua, principalmente di origine piovana, ha poi eroso il terreno, ma con curiosità, non quello posto sotto i sassi più grandi. Essi infatti lo hanno protetto rendendolo via via sempre più compatto».

Le Piramidi di Segonzano
Le Piramidi di Segonzano

Non solo piramidi. Quale la biodiversità di questo territorio? 

«Oltre all’aspetto geologico, interessante è appunto la biodiversità presente. Lungo il percorso è possibile fare diversi incontri, rettili come il saettone, Colubro di Esculabio (Zamenis longissimus), un serpente innocuo che può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza e il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), una grossa lucertola di colore verde brillante. Il maschio è lungo fino a 35 cm. con la gola e il muso azzurro nel periodo riproduttivo, ma ogni passaggio può riservare delle sorprese, canti, suoni, resti di cibo ci raccontano della presenza di numerosi uccelli come la ghiandaia (Garrulus glandarius), o mammiferi come lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) e il tasso (Meles meles). Non dimentichiamo inoltre, che le piramidi di Segonzano, pur non essendo classificate come sito protetto sono inserite all’interno della Rete di Riserve Alta Val di Cembra-Avisio che ha come obiettivo la protezione e valorizzazione del proprio territorio sviluppando anche attività economiche sostenibili a favore delle comunità locali».

Le Piramidi di Segonzano sono famose anche per la ricca biodivesità.
Le Piramidi di Segonzano sono famose anche per la ricca biodivesità.

Un geosito molto interessante. Quando il periodo migliore per visitarlo? 

«Consiglio una visita nel periodo primaverile ed autunnale, durante i mesi caldi risulta più impegnativa in quanto il sentiero, come abbiamo visto, si svolge in salita».

A chi è adatto e quali accorgimenti per i visitatori che volessero passare una giornata alla scoperta delle Piramidi di Segonzano? 

«Sicuramente non è adatto per i passeggini, la presenza delle scale ne interdicono il passaggio e poi sono comunque necessari degli scarponcini, una bottiglietta d’acqua ed eventualmente, i bastoncini da trekking».

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