Pur diminuito, il tasso di deforestazione è preoccupante

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21 marzo

Il tasso di deforestazione, pur essendo diminuito in maniera significativa negli ultimi decenni, continua ad essere fonte di grande preoccupazione. Di questo passo rischiamo di non conseguire gli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 relativi alla gestione sostenibile delle foreste.  

Lo scorso 21 luglio la Fao ha presentato il “Global Forest Resources Assessment 2020” (FRA 2020), che è considerato il rapporto sulle risorse forestali più completo al mondo grazie alle sue dettagliate analisi su scala regionale e mondiale relative allo stato delle foreste di 236 Paesi.

Il lavoro integra il rapporto, sempre della Fao, The State of the World’s Forests, che ci ricorda l’immensa ricchezza degli ecosistemi forestali che “ospitano 60.000 diverse specie di alberi, l’80% delle specie di anfibi, il 75% delle specie di uccelli e il 68% delle specie di mammiferi presenti sulla Terra”. Tutelare le foreste, quindi, è fondamentale per preservare le risorse naturali, dal momento che queste aree accolgono buona parte della biodiversità terrestre del nostro pianeta e contribuiscono a mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Ma la tutela delle foreste è oggi al centro dell’Agenda 2030 anche perché dalla tutela di questi ecosistemi dipendono percorsi di sviluppo sostenibile indispensabili per la sicurezza alimentare e il sostentamento di milioni di persone in tutto il mondo. 

Foto Alessandro Graziadei
Foto Alessandro Graziadei

Se per la Fao è fondamentale “Preservare e gestire le foreste e gli alberi in maniera sostenibile nell’ambito di un approccio integrato alla gestione del paesaggio, che individui soluzioni comuni alle sfide della sicurezza forestale e alimentare”, l’agenzia dell’Onu è altrettanto convinta che “avere accesso ad informazioni affidabili sulle foreste e altri utilizzi del territorio rivesta un ruolo chiave in questo processo”. Grazie a questi strumenti on line tutti noi abbiamo la possibilità di consultare in formato digitale un insieme confrontabile di oltre 60 indicatori forestali utili a monitorare l’evoluzione nel tempo di parametri quali la superficie forestale, la gestione forestale, la proprietà delle foreste e il loro utilizzo. Per questo presentando il FRA 2020, la direttrice generale aggiunta della Fao, Maria Helena Semedo, ha ricordato che “il patrimonio di informazioni sulle foreste mondiali rappresenta un bene pubblico prezioso per la comunità mondiale, che contribuisce a facilitare la formulazione di politiche e decisioni nel settore forestale, anche con riferimento a investimenti solidi, sulla base di informazioni documentate”.

Proprio anche grazie al lavoro di documentazione della Fao qualcosa sta cambiando. Se è vero che dal 1990 il mondo ha perso 178 milioni di ettari di foresta, il tasso di perdita netta è notevolmente diminuito nel periodo 1990-2020, grazie a una riduzione della deforestazione in alcuni paesi, associata a incrementi della superficie forestale in altri, attraverso attività di rimboschimento e al processo di espansione naturale delle foreste. Ad oggi la superficie forestale compresa all’interno di aree protette è aumentata di 191 milioni di ettari dal 1990 ed ha raggiunto una superficie complessiva stimata in 726 milioni di ettari. Se nel quinquennio 2015-2020 la deforestazione ha interessato 10 milioni di ettari di copertura forestale, con un costante calo rispetto ai 12 milioni di ettari del 2010-2015 e ai 16 milioni di ettari nel periodo 1990-2000, il merito e anche dell’Italia che assieme a Cina, Australia, India, Cile, Vietnam, Turchia, Stati Uniti d’America, Francia, e Romania, si trova stabilmente tra i dieci paesi che, in media, hanno evidenziato in questi ultimi anni il maggiore aumento netto annuo di patrimonio forestale

Tuttavia anche se il tasso di deforestazione è diminuito, non c’è da stare troppo allegri.  Per Anssi Pekkarinen, che ha coordinato il lavoro di ricerca convogliato nel FRA 2020, “Il tasso di deforestazione, pur essendo diminuito in maniera significativa negli ultimi decenni, continua a essere fonte di grande preoccupazione. Di questo passo rischiamo di non conseguire gli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 relativi alla gestione sostenibile delle foreste”. Insomma c’è ancora molta strada da fare per tutelare il patrimonio forestale globale, ma questi nuovi studi offrono adesso alla politica locale e globale la possibilità di rispondere alla deforestazione e al degrado delle foreste, prevenire la perdita di biodiversità e ottimizzare la gestione forestale nel migliore dei modi. Basta la volontà di farlo.