Il fregone e le raspate del capriolo

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Capriolo (foto Alessandro Forti)
Capriolo (foto Alessandro Forti)

Il capriolo (Capreolus capreolus) con l’alternarsi delle stagioni alterna delle fasi comportamentali che si ripetono annualmente.

Da metà febbraio, con l’avanzare della stagione primaverile, il capriolo entra nella fase gerarchica e da questo momento in avanti i maschi diventano sempre più intolleranti nei confronti di altri maschi conspecifici. Atteggiamenti intimidatori e rari scontri fisici fra i contendenti si protraggono fino a circa fine aprile quando i maschi, trovata la propria posizione sociale all’interno della popolazione, cominciano a difendere un preciso territorio dove non tollerano la presenza di altri conspecifici se non femmine e giovani sottomessi. Da questo momento i maschi adulti entrano nella fase territoriale e difendendo una precisa area marcandola con segnali olfattivi, visivi ed acustici, per scoraggiare l’ingresso di altri maschi adulti rivali.

Maschio adulto di capriolo che soffrega un abete rosso durante l’attività di marcatura del territorio (foto Alessandro Forti)
Maschio adulto di capriolo che soffrega un abete rosso durante l’attività di marcatura del territorio. I segnali visivi ed olfattivi lasciati sulla pianta avvertono gli altri maschi che si stanno avventurando in un territorio occupato (foto Alessandro Forti).

Sono principalmente tre i modi in cui viene marcato il territorio. Il maschio sfregando il palco e le ghiandole poste nella regione frontale sui rami di alberi e arbusti, posti dal livello del terreno fino all’altezza del capo, provoca un fregone. Rompendo qualche piccolo ramo, scortecciando il fusto e depositando i secreti delle ghiandole odorifere facciali viene lasciato un segnale al contempo visivo ed olfattivo sulla pianta.

Nelle aree frequentate dalla specie è possibile osservare altri segni di marcatura come le raspate, queste sono effettuate da un maschio che con le zampe asporta parte dello strato erboso e del fogliame a terra. Tale azione funge allo stesso tempo da segnale visivo, olfattivo (le ghiandole interdigitali sono presenti solo tra il 3° e 4° dito delle zampe posteriori) ed acustico, per il rumore causato dall’azione stessa, verso i conspecifici. Ma è possibile udire anche un segnale acustico tipico del capriolo, l’abbaio. Un suono, profondo e spesso ritmato, che viene utilizzato dal maschio durante la marcatura per ribadire i confini del proprio territorio. Questo verso viene anche adoperato da entrambi i sessi durante i momenti di stress ed allarme, perché disturbati al pascolo o quando viene percepito un potenziale pericolo, ma in questo caso non è da associare alla territorialità.

Raspatura di capriolo (foto Alessandro Forti)
Raspatura di capriolo; osservando con attenzione e da vicino è possibile notare i segni lasciati sul suolo dagli zoccoli. Può capitare su una raspata di percepire un forte odore dato dall’orina lasciata per rinforzare la marcatura (foto Alessandro Forti).

Lo sconfinamento di un maschio in un territorio già occupato da un conspecifico viene percepito da entrambi gli interessati, ma la presenza delle marcature e la scarsa conoscenza dell’area provocano un rapido allontanamento dell’intruso.

Spesso i maschi di capriolo sfregano per scaricare l’aggressività accumulata dopo un incontro con un conspecifico dello stesso sesso (foto Alessandro Forti)
Spesso i maschi di capriolo sfregano per scaricare l’aggressività accumulata dopo un incontro con un conspecifico dello stesso sesso (foto Alessandro Forti)

Il motivo per cui diverso tempo ed energie vengono spesi dai maschi di capriolo durante la marcatura risiede con molta probabilità nel tentativo di distribuirsi in un territorio, il più possibile idoneo, in modo da limitare gli scontri fisici e far disperdere i giovani nelle aree limitrofe. In questo modo ogni maschio difenderà il proprio territorio fino all’estate, la fase degli amori.