Radici liquide: il libro-inchiesta sull’idroelettrico nelle Alpi e su chi difende i torrenti.

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“Radici liquide”
Radici liquide, libro di Elisa Cozzarini

Radici liquide: viaggio-inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini liberi.

Radici liquide è un necessario libro sulla speranza e sulla dedizione, che parla di ambiente e lotte sociali nelle Alpi, per  salvare i nostri torrenti. E’ un viaggio dentro l’impegno sociale e ambientale, e dentro le vergognose insidie che minacciano i torrenti alpini. “Grazie al crowdfunding ho potuto raggiungere i protagonisti di queste battaglie” racconta l’autrice, Elisa Cozzarini, giornalista.  Il suo lavoro dimostra – numeri ufficiali alla mano – che il mini-idroelettrico produce una quantità piccolissima di energia, a fronte di danni ambientali enormi. Se ne potrebbe e dovrebbe fare a meno, è la logica conclusione a fine lettura. Così l’autrice ha deciso di pubblicare questo libro prezioso e appassionato, raccontando le lotte, le speranze, le visioni, sempre con dati rigorosi alla mano, di chi cerca di fermare lo sfruttamento delle acque rimaste a ricordarci com’erano i nostro fiumi fino al secolo scorso.

Elisa Cozzarini ha viaggiato per quasi un anno attraversando le Alpi da ovest ad est, dalla valle d’Aosta fino a Trentino- Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, per documentare le lotte di comitati e associazioni in difesa dei torrenti alpini.

Il grande pericolo per i corsi d’acqua delle vallate – ci raccontoa – che sono quasi miracolosamente rimasti ancora integri, è costituito oggi dal cosiddetto mini-idroelettrico, ovvero lo sfruttamento dei corsi d’acqua rimasti liberi dal Grande idroelettrico, quello sopra il Megawatt di potenza. Il mini-idroelettrico, rincorso dai comuni alpini alla ricerca di fondi extra, e dai privati avidi di profitti a qualunque costo, oggi contribuirebbe per una percentuale ridicola al totale delle fonti energetiche rinnovabili italiane ma darebbe il colpo di grazia ad ecosistemi preziosi.

Cozzarini si dedica all’ambiente nella sua attività giornalistica da dieci anni. L’ ho incontrata a Trento sotto al tendone di Montagnalibri per l’edizione 2018 del Trento Film festival. Aveva appena terminato di dialogare con il pubblico, parlando del suo libro. In sala erano presenti alcuni dei protagonisti trentini della battaglia per salvare il torrente Noce, uno degli esempi della follia di questa idea estrema di uso dell’acqua. Il Noce è considerato a livello internazionale un gioiello, eppure qualcuno vorrebbe ridurne la portata per derivazioni idroelettriche di scarsissimo rilievo energetico. Abbiamo parlato a lungo del pericolo che l’acqua e gli ecosistemi corrono. Il libro lo racconta bene. Qui trovate un’intervista pubblicata da chi scrive sul quotidiano Trentino nel 2018, in occasione della presentazione del volume a Trento.

Le nostre radici liquide, i nostri torrenti, la bellezza, la potenzialità di un turismo rispettoso , gli equilibri ecosistemici sono in pericolo. Molti ignorano, alcuni sfruttano vantaggi personali, molti capiscono e lottano. Voi da che parte starete? Leggendo il libro forse vi darete una risposta.