Raro pipistrello rinvenuto a Trento

Si tratta di un Molosso di Cestoni. Trovato senza vita, probabilmente a causa del freddo

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Il pipistrello rinvenuto a Trento- Tadarida teniotis (foto Osvaldo Negra)
Il pipistrello rinvenuto a Trento- Tadarida teniotis (foto Osvaldo Negra)

Rinvenuto un raro e grosso pipistrello, un “molosso di Cestoni”, lo scorso 26 gennaio nella piazza di Piedicastello a Trento. Il chirottero era senza vita, probabilmente deceduto a causa del freddo. Si tratta di una delle poche osservazioni trentine: in provincia non si conoscono, infatti, dormitori o colonie di questo particolare mammifero.

A scoprire questo raro chirottero è stato, insieme a suo figlio, Carlo Maiolini, del gruppo di Citizen Science del Muse. Con i colleghi della Sezione Zoologia dei vertebrati del Muse si è capito subito che si trattava di un ritrovamento singolare, un esemplare adulto del molosso di Cestoni (Tadarida teniotis).

Il molosso di Cestoni è una delle specie di Chirotteri meno note del Trentino. L’esemplare rinvenuto è probabilmente deceduto a causa del freddo dopo avere abbandonato una soffitta o un qualche anfratto in un edificio storico dove stava ibernando”.

Il pipistrello che ricorda un bull-dog francese

Il molosso di Cestoni, hanno spiegato ancora gli esperti del Muse, è un grosso pipistrello dall’aspetto inconsueto. E’ grigio scuro, con grandi orecchie tondeggianti rivolte in avanti. Il muso ha labbra superiori mollemente ricadenti in pliche su quelle inferiori, come in un improbabile bull-dog francese; la coda è lunga, libera e sporgente all’indietro.

A descrivere la specie, all’inizio dell’Ottocento, è stato un biologo statunitense. Fu proprio lui a dedicargli il nome in memoria del naturalista marchigiano del Seicento Diacinto Cestoni. Il molosso è un pipistrello presente nell’Europa mediterranea, in Africa settentrionale e in vaste zone dell’Asia centrale. Abitualmente è legato ad ambienti rupestri, come falesie affacciate sul mare o pareti rocciose in vallate montane.

In tempi recenti si sono intensificate anche le segnalazioni in ambiente urbano, soprattutto ai piani alti delle vecchie case dei centri storici. La specie ha preferenze rupicole, sia in periodo riproduttivo, sia nella scelta dei siti di svernamento.

In questi siti trascorre i mesi freddi in una condizione di un profondo torpore. Condizione da cui è indotto al risveglio dal miglioramento anche temporaneo delle condizioni meteoclimatiche.

Un pipistrello “fantasma”

In Trentino, però, hanno spiegato ancora gli esperti del Muse, il molosso di Cestoni è poco più di un fantasma. Rarissime sono, infatti, le osservazioni di questa specie nel corso della storia, come riporta anche l’Atlante dei mammiferi del Trentino, prodotto dal Muse nel 2019.

«Le notizie riguardanti la presenza della specie in Trentino – aggiungono gli esperti del  Museo delle Scienze – sono molto scarse e frammentarie. Finora non sono noti alcun dormitorio o colonia riproduttiva di questi animali, né siti stabilmente utilizzati per svernare. Eccezione fatta per qualche esemplare catturato occasionalmente durante l’attività autunnale di monitoraggio della migrazione degli uccelli e inanellamento a scopo scientifico ai valichi del Caset e del Brocon, le segnalazioni nella nostra provincia superano a malapena la decina. Il nostro sfortunato “mastino con le ali”, perito in una notte di mezzo inverno, ci lascia dunque un prezioso dato di presenza svernante, per dipiù in contesto urbano, dove di questa specie si sa ancor meno».

L’importanza della Citizen science

Il ritrovamento di questo pipistrello è un’ulteriore conferma dell’importanza della Citizen Science, l’insieme di pratiche che coinvolgono i cittadini nella costruzione del sapere scientifico. Un processo partecipativo, questo, che il Muse, membro di Ecsa (Associazione europea di Citizen science) sta sviluppando con un portfolio coordinato di attività dedicate, nell’ottica di costruire, sia in campo educativo, sia sociale, una scienza intesa come bene comune, democratica, aperta e accessibile a tutti.

Per segnalazioni legate ai pipistrelli o per saperne di più su questa specie e su come comportarsi in caso di osservazioni o ritrovamenti, è possibile rivolgersi alla Sezione di Zoologia dei Vertebrati del MUSE attraverso il progetto di Citizen Science “S.O.S Pipistrelli”

Pipistrelli preziosi indicatori

Le specie di chirotteri presenti in Italia non corrispondono alle stesse segnalate in Cina come potenziali responsabili della trasmissione del coronavirus. La loro presenza non deve quindi destare paure ingiustificate. Anzi, questi animali, preziosi bioindicatori, segnalano un buon livello di salute ambientale.