Rifugi di cultura: iniziativa CAI

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Rifugi di cultura
RifugiCultura_Manifesto CAI

La letteratura sulla montagna al centro della 7a edizione di ‘Rifugi di Cultura’

Rifugi di cultura: torna questa estate.
Venti eventi letterari in altrettanti rifugi alpini e appenninici di dieci regioni italiane, in programma da giugno a settembre, che intendono accompagnare i partecipanti in un viaggio tra i tanti racconti della montagna. E’ dedicata alla letteratura di montagna la 7^ edizione della rassegna “Rifugi di Cultura”, promossa dal Club alpino italiano attraverso il Gruppo Terre Alte del Comitato Scientifico Centrale.
Gli appuntamenti interesseranno buona parte dell’arco alpino, dai sette previsti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto ai tre del Piemonte, fino ad arrivare ai rifugi del Centro-Sud (due in Lazio, altrettanti in Campania, senza dimenticare Abruzzo e Puglia), passando per Lombardia, Liguria e Toscana.
Romanzi, racconti, poesie, testimonianze di vita, testi teatrali, leggende e letture animate saranno dunque protagonisti degli eventi, accompagnati da una proposta enogastronomica per far conoscere le piccole produzioni di qualità del territorio circostante.
“Questa nuova edizione di Rifugi di Cultura è contrassegnata da una particolare attenzione al connubio con la letteratura“, afferma il presidente generale del CAI Vincenzo Torti. “Il tutto in piena coerenza con il nuovo corso delle proposte editoriali che il CAI ha voluto arricchire, sia in proprio sia in collaborazione con autorevoli case editrici, per una sempre più qualificata diffusione dei valori di cui intende essere portatore in seno alla collettività tutta. Che l’incontro tra letteratura e montagna avvenga nei rifugi alpini e appenninici sta a comprovare la loro natura di presidi non solo territoriali, ma anche culturali”.
“Nel programma abbiamo privilegiato il racconto della montagna vissuta e abitata rispetto a quella un po’ classica e inflazionata delle performance alpinistiche o escursionistiche”, afferma il coordinatore del Gruppo Terre Alte Mauro Varotto. “Le Terre Alte hanno da sempre una carica immaginaria molto forte, sono state e sono attualmente protagoniste di narrazioni che ne hanno raccontato la vita e la storia in tanti modi. Sono convinto che per capirle, soprattutto nei nostri giorni, dobbiamo immaginarle, leggerle, raccontarle”.