Ronde anti-lupo: no dell’Enpa

Enpa, Lav, Lipu e Wwf contrari che la gestione lupo costituisca questione di ordine pubblico

Sul tema della gestione di lupi e orsi le associazioni naturalistiche Enpa, Lav, Lipu e Wwf hanno manifestato la loro ferma contrarietà sulla possibilità che il problema possa essere trattato come questione di ordine pubblico, esprimendo sostegno all’iniziativa del ministro dell’Ambiente Costa di presentare a breve un Piano di tutela del lupo privo di ogni possibilità di uccisione degli animali. No dell’Enpa alla possibilità che le forze di polizia possano essere utilizzate per gli avvistamenti dei grandi carnivori. 

«La gestione degli animali selvatici, come ribadito anche dal ministero dell’Ambiente che ha predisposto il piano per la gestione dei lupi – ha evidenziato la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – è questione prettamente scientifica che deve interessare etologi, biologi, veterinari, comportamentalisti e non è un’emergenza di ordine pubblico. Lo sono invece le 80 vittime della stagione venatoria appena conclusa (dati dell’Associazione vittime della caccia), ma su questo tema le forze politiche e i rappresentanti istituzionali non mostrano lo stesso zelo con cui si accaniscono sui lupi (che di vittime umane non ne hanno fatte). Solo in un Paese strampalato come l’Italia, le “forze di polizia nazionali” possono essere distratte dai loro naturali compiti di prevenzione e di contrasto delle attività criminali per essere utilizzate,  nelle problematiche connesse agli avvistamenti dei grandi carnivori. Il punto è proprio questo: la guerra contro lupi, orsi e altri selvatici – ha concluso Carla Rocchi – è una gigantesca operazione di propaganda. Infatti, gli strumenti cruelty free per migliorare la convivenza ci sono ma non vengono applicati perché si vogliono racimolare i voti di alcuni estremisti».

La Lipu, a nome anche di Lav, Enpa e Wwf, ha espresso pieno sostegno all’iniziativa del ministro dell’Ambiente Sergio Costa di presentare a breve un Piano di tutela del lupo privo di ogni possibilità di uccisione degli animali. «Nel corso degli ultimi mesi – ha scritto la Lipu – si sono moltiplicate le notizie di provvedimenti emessi da alcune Regioni per consentire l’uccisione dei lupi, in piena violazione di norme nazionali ed europee. Solo pochi giorni fa la Provincia autonoma di Trento ha tentato addirittura la scorciatoia del paventato rischio per la sicurezza pubblica che la presenza del lupo comporterebbe per i cittadini, nella piena consapevolezza che da più di 150 anni non si registra un solo attacco di un lupo nei confronti dell’uomo. Tutta demagogia utile solamente a raccattare un po’ di riscontro popolare – ha proseguito l’associazione – da parte di politici senza scrupoli disposti a violare le norme poste a tutela degli animali selvatici pur di ottenere qualche consenso elettorale. Ora le Regioni favorevoli alle uccisioni dovranno mettere da parte i fucili e cogliere la grande opportunità fornita dal Piano annunciato, lavorando con impegno per implementare i migliori sistemi di prevenzione delle predazioni, ma anche sperimentandone l’applicazione di nuovi. La strada indicata è quella della convivenza, l’unica percorribile, che garantirà la dovuta protezione del lupo e la contemporanea tutela degli interessi umani».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi