Rospo smeraldino: bello, ma è pericoloso?

In questa immagine un rospo smeraldino (foto Jacopo Rigotti)
Un rospo smeraldino fotografato da Jacopo Rigotti

Dalle abitudini notturne, il rospo smeraldino si caratterizza per il colore della livrea del dorso che, se toccata, può essere irritante

Il rospo smeraldino (il suo nome scientifico è Bufotes viridis) è il più piccolo dei rospi comuni (può raggiungere dai 7 ai 10 centimetri). Come tutti i rospi la femmina è più grande del maschio.

Tra i suoi “cugini” della stessa famiglia, lo smeraldino è un anfibio che si caratterizza per il suo aspetto più simpatico, grazie alla colorazione (dal marrone al bianco) del corpo, con la livrea del dorso punteggiata da macchie verde smeraldo (da qui il suo nome).

Come trascorre l’inverno

Il periodo freddo lo trascorre in una sorta di letargo, nascosto in una buca, tra le rocce o in una cavità di un albero. La primavera è in vece il periodo degli accoppiamenti. 

Di che cosa si nutre

Si muove soprattutto di notte, durante la quale va a caccia d’insetti.

È velenoso?

Come gli altri appartenenti alla sua specie, anche il rospo smeraldino si difende dai possibili predatori (soprattutto serpenti e rapaci) rilasciando dalle ghiandole presenti sul dorso una sorta di tossina, una secrezione irritante per l’uomo e addirittura letale per alcuni animali, dal caratteristico odore di aglio.