SAT chiede alla Provincia di comunicare meglio sui carnivori

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SAT chiede alla Provincia di Trento di comunicare meglio sui carnivorii
Serata della SAT di presentazione del Rapporto Grandi carnivori 2018

SAT chiede alla Provincia di comunicare meglio sui carnivori.

La SAT Società degli Alpinisti Tridentini ha rilanciato nei giorni scorsi la sua attività di divulgazione e sensibilizzazione su orsi e lupi, a partire dai propri soci. Il Sodalizio, nel corso di una serata dedicata agli iscritti, ha chiesto alla Provincia di Trento con fermezza di fare lo stesso. La nostra redazione era presente in sala. A rinforzare il messaggio arriva un comunicato diffuso successivamente all’evento. Comunicare e informare correttamente e diffusamente – afferma SAT – è necessario per contrastare pregiudizi e ideologie. Mercoledì sera allo Spazio Alpino della sede della SAT, in via Manci a Trento, una cinquantina di soci e simpatizzanti ha seguito un incontro formativo con Claudio Groff. Groff è il coordinatore del Settore Grandi Carnivori del Servizio Foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento. Finora la nuova Giunta Fugatti, ostile ai predatori e alla pubblica discussione di questioni ambientali, lo aveva “silenziato”. Groff ha presentato il “Rapporto Grandi Carnivori 2018”. Il pubblico è intervenuto alla fine, con domande e riflessioni, mostrando una evidente grande attenzione per la biodiversità e la conservazione dei grandi carnivori. Grande importanza viene attribuita da SAT e dai soci intervenuti nel corso della serata, anche, alla componente sociale e dunque alle necessarie misure di comunicazione, riduzione dei conflitti, prevenzione dei danni al bestiame, temi sui quali si sono concentrate le domande. Qualcuno ha criticato la Provincia, per aver troppo poco e male fatto divulgazione e sensibilizzazione.

Claudio Groff ha ammesso “Abbiamo la percezione che benché tanto sia stato fatto sulla comunicazione, sia necessario investire di più.” Groff ha aggiornato il pubblico anche in merito al caso discusso dell’orso M49, che nel 2018 aveva prodotto diversi danni. Per M49 il presidente della Giunta provinciale Fugatti chiede dqa mesi al Ministero l’autorizzazione alla rimozione, mentre gli ambientalisti e gli animalisti chiedono misure di dissuasione e prevenzione dei danni. “Nel 2019 – ha spiegato Groff – M49 ha provocato il 50% dei nuovi eventi dannosi. Abbiamo imparato purtroppo che la dissuasione con l’orso non è efficace”.

Elena Guella, vice presidente della SAT, ha dichiarato che orsi problematici o pericolosi possono essere rimossi, se questo serve a ridurre la tensione sociale. D’altra parte parte ha però sottolineato che serve riattivare il Tavolo della Comunicazione (che è coordinato dall’Ufficio Stampa della PAT e di cui, oltre alla SAT, fanno parte Enti come il Muse, il Parco naturale Adamello Brenta, il Servizio Foreste e fauna e Trentino Marketing.). “Il Tavolo – rimarca il comunicato successivo all’incontro – purtroppo non si riunisce da quasi un anno, mancando di dare attuazione al Piano della Comunicazione appositamente predisposto e contenente numerose azioni concrete che contribuirebbero a diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza dei grandi carnivori e conseguentemente, se non una maggiore accettazione sociale, almeno un più diffuso equilibrio e moderazione nell’affrontare la quotidiana convivenza.”

Sono state citate dal pubblico della serata anche le famose e molto criticate “ronde anti-lupo”, istituite per volontà della Giunta Fugatti, che della loro utilità ha convinto il Commissario del Governo. Sul tema Anna Grazia Giannuzzi, dirigente del Commissariato del Governo, ci ha spiegato “Ronde è un termine che usate voi giornalisti. Per noi sono normali attività di controllo del territorio, in questo caso specifiche. In considerazione di manifestazioni come il Festival dell’Economia, che richiedono di solito a supporto l’arrivo di personale da fuori provincia, la priorità per le forze di polizia in provincia è stata spostata dai controlli specifici sui lupi a tali attività. Restano in azione i forestali e le forze locali di polizia”.