Sentiero attrezzato “Franco Galli” al Monte Corno Battisti (fotoGiancarlo Caldonazzi)

Sentiero attrezzato “Franco Galli”: l’escursione storico-naturalistica

In questi giorni di inizio estate Giancarlo Caldonazzi, giovane infermiere di Civezzano con la passione per il trekking e le lunghe camminate ci porta alla scoperta di un percorso molto interessante e ancora poco conosciuto. È stato lui, con i suoi racconti a incuriosirci e a spingerci a fargli qualche domanda a riguardo di una delle sue ultime uscite in un ambiente naturale. Sentieri, scale, cunicoli, qualche tratto attrezzato, rendono il sentiero attrezzato “Franco Galli” al Monte Corno Battisti una vera e propria avventura storico-naturalistica.

Sentiero attrezzato “Franco Galli” al Monte Corno Battisti (foto Giancarlo Caldonazzi)
Sentiero attrezzato “Franco Galli” al Monte Corno Battisti (foto Giancarlo Caldonazzi)

Come ci racconta in breve Giancarlo: «Il giro è molto tranquillo, partenza dall’abitato di Valmorbia, che si raggiunge da Rovereto e poi risalendo la Vallarsa. Qui si parcheggia la macchina e si prende per il sentiero 122a attraversando la Sella di Trappola. Si prosegue nel bosco e per ghiaioni fino all’inizio delle gallerie. Di qui si arriva sotto il Corno Battisti dove si può salire il Pozzo della Carrucola. Quindi Cima Corno Battisti per il sentiero 119b e discesa dal valico delle Menderle per il sentiero 123. In sostanza un giro a “anello” sempre ben segnalato da tabelle indicative».

Sentiero attrezzato “Franco Galli” al Monte Corno Battisti (foto Giancarlo Caldonazzi)
Un tratto del Sentiero attrezzato “Franco Galli” (foto Giancarlo Caldonazzi)

Quale preparazione per affrontare il sentiero?

«Sicuramente ci vuole una buona preparazione fisica, il dislivello è di circa mille metri. È consigliato percorrere il sentiero attrezzato nei periodi tardo primaverili o ad inizio autunno e  solo da esperti escursionisti, che abbiano già dimestichezza su percorsi di 5/6 ore. Una gita di mezza giornata, anche se io ho impiegato qualcosa in più».

Un camoscio incontrato lungo il percorso (foto Giancarlo Caldonazzi)
Un camoscio incontrato lungo il percorso (foto Giancarlo Caldonazzi)

Interessante e impegnativo quindi?

«Sì, Il paesaggio e le peculiarità storiche su cui soffermarsi sono notevoli, così come il potere osservare con interesse la flora e la fauna che costellano il percorso. Per chi è interessato è possibile inoltre visitare il Forte Pozzacchio un’imponente fortezza dell’impero austro-ungarico».

Qualche consiglio per chi volesse intraprende questa gita?

«Consiglio abbigliamento adatto al trekking così come le calzature. Uno zaino con qualche cosa da mangiare che dia energia, una bottiglia d’acqua e una giacca a vento in caso di pioggia. In montagna le condizioni meteo cambiano velocemente. Il set da ferrata non si usa su tutto il percorso, ma serve soprattutto in alcuni tratti come nel caso del pozzo della carrucola dove possiamo trovare qualche passaggio delicato anche se ben attrezzato. Il casco e non ultimo per importanza consiglio di portare un frontalino per attraversare le gallerie».

Una delle gallerie lungo il Sentiero attrezzato “Franco Galli” (fotoGiancarlo Caldonazzi)
Una delle gallerie lungo il Sentiero attrezzato “Franco Galli” (fotoGiancarlo Caldonazzi)

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