Lo stato dell’ambiente trentino nel 9° Rapporto Appa

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L'Appa ha fatto il punto sullo stato di salute dell'ambiente trentino
L'Appa ha fatto il punto sullo stato di salute dell'ambiente trentino (foto archivio Ufficio stampa Pat)

Il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente, Maria Tonina, ha illustrato recentemente al Consiglio provinciale il nono Rapporto sullo stato dell’ambiente trentino.

Il rapporto, dal quale emerge una situazione con molte luci, ma anche con qualche ombra, è stato redatto dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente.

Tonina ha fatto anche il punto della situazione della fase partecipativa del cammino che porterà a maggio all’approvazione definitiva della cosiddetta Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile-SproSS. Strategia che dovrà essere formulata in raccordo con l’Agenda 2030 dell’ONU, nonché con le strategie europee e nazionale, e che indicherà la direzione dei percorsi di sviluppo sostenibile del Trentino per i prossimi 10 anni.

I prossimi saranno anni di sfide, per lasciare alle nuove generazioni un territorio in salute – è stato evidenziato – ma anche per le ricadute economiche e sociali che produrranno, a partire dall’accesso ai fondi del Recovery Fund, che ha nella Green economy uno dei punti fondamentali.

Pubblicato il nono Rapporto sullo stato di salute dell'ambiente trentino. Molti punti di forza, ma non mancano le criticità
Pubblicato il nono Rapporto sullo stato di salute dell’ambiente trentino. Molti punti di forza, ma non mancano le criticità (foto archivio Ufficio stampa Pat)

Lo stato dell’ambiente trentino

Così come ha illustrato il vicepresidente della Provincia, il Rapporto sullo stato dell’ambiente trentino è una pubblicazione che la legge provinciale istitutiva dell’Agenzia stessa impone di pubblicare periodicamente, in ottemperanza anche al dettato normativo nazionale e provinciale in materia di diffusione dell’informazione ambientale.

I punti di forza

Quella che emerge dal Rapporto è una situazione ambientale del Trentino complessivamente positiva – ha spiegato Tonina – e in tendenziale miglioramento, con diversi punti di forza, ma anche con alcuni elementi di criticità. 

Entrando nel merito delle principali tematiche, le buone notizie riguardano soprattutto la riduzione delle emissioni in atmosfera di tutti gli inquinanti monitorati, la riduzione dei consumi energetici, la diversità e la tutela del consistente patrimonio naturale, la qualità complessivamente buona delle acque superficiali e sotterranee, la contenuta produzione di rifiuti urbani indifferenziati e l’elevata percentuale di raccolta differenziata (pur con le problematiche che sappiamo essere emerse recentemente e che devono rappresentare un’opportunità anche per la sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche, in particolare guardando alla produzione di energia dai rifiuti).

Le criticità dell’ambiente trentino

Le principali criticità, invece, riguardano le concentrazioni in atmosfera urbana superiori ai limiti di legge di biossido di azoto e ozono, la qualità delle acque lacustri (complessivamente sufficiente, ma migliorabile), e in generale la necessità di conciliare nella maniera più avanzata possibile le particolari esigenze poste di volta in volta da fattori quali l’agricoltura, il turismo e la mobilità in ciascun ambito territoriale ed il complesso degli indicatori ambientali. Inoltre la sempre più evidente manifestazione degli effetti del surriscaldamento climatico che ci accomuna agli altri territori dell’arco alpino: aumento delle temperature, progressiva fusione dei ghiacciai, fenomeni meteorologici estremi come la tempesta Vaia del 2018.

Cosa si sta facendo

Il Rapporto sullo stato dell’ambiente trentino – ha spiegato ancora Tonina – trova la sua principale ragion d’essere nella possibilità di orientare il decisore pubblico; di conseguenza, è anche sulla base di quanto il Rapporto ha evidenziato che la Provincia autonoma di Trento sta conducendo diverse azioni orientate a mitigare le criticità riscontrate:

 –    in merito alla qualità dell’aria, dopo l’approvazione del nuovo “Piano di tutela della qualità dell’aria” nel 2018, sono stati avviati due importanti progetti europei di cui la Provincia è partner, il progetto LIFE PrepAir (che mira a rafforzare le misure di tutela della qualità dell’aria favorendo un’azione sinergica in tutto il Nord Italia) e il progetto LIFE BrennerLEC (che ha come obiettivo la creazione di un corridoio a emissioni ridotte lungo il tratto autostradale dell’A22 in Trentino Alto Adige, implementando in via sperimentale sistemi di gestione dinamica del traffico).

–   in riferimento alla qualità delle acque, la Provincia ha stipulato recentemente l’Accordo di programma per la gestione sostenibile degli effluenti zootecnici al fine di ottenere un miglioramento dello stato qualitativo dei corpi idrici; inoltre sono in corso i lavori per il rinnovo dell’Accordo di programma orientato a migliorare la qualità delle acque nei territori caratterizzati da agricoltura intensiva; è stato anche istituito recentemente il Tavolo tecnico per la riqualificazione del lago della Serraia.

–   nel campo dei rifiuti, Tonina ha ricordato l’approvazione, avvenuta alla fine del 2020, del “Piano provinciale di gestione dei rifiuti – stralcio rifiuti speciali con focus sui rifiuti inerti”, con l’obiettivo di attuare a livello provinciale il cosiddetto “Pacchetto europeo di economia circolare”, che prevede il ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti solo in via eccezionale (quindi meno discariche pianificate sul territorio provinciale), la promozione e incentivazione del recupero e riciclaggio dei rifiuti e il rafforzamento dei criteri di localizzazione delle discariche.

–   per quanto riguarda infine la tematica clima è stato approvato in via preliminare, sempre alla fine del 2020, il programma di lavoro “Trentino Clima 2021-2023”, come atto di indirizzo in vista dell’adozione di una “Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici”. Il documento è ora sottoposto alle valutazioni degli Enti di ricerca della Provincia, in particolare FEM, FBK e Università di Trento, per la definizione di un programma di strategie coordinate e condivise fra tutti i soggetti che operano a diverso titolo nell’ambito della definizione di misure di mitigazione e di adattamento.

In attuazione dell’Agenda 2030

Obiettivo di fondo di tutte le azioni citate è quello di concorrere alla realizzazione in Trentino di uno sviluppo effettivamente sostenibile. Il tutto traducendo su scala locale quanto previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU, approvata nel 2015 che costituisce, a tutt’oggi, il piano di azione globale per la promozione dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni strutturali: ambientale, economica e sociale. I principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 hanno portato il Governo Italiano a adottare nel 2017 la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

La Provincia autonoma di Trento, tramite la stipula di un Accordo con il Ministero per l’Ambiente e la tutela del mare, ha a sua volta avviato la procedura per la definizione della Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile (SproSS).

Il percorso avviato dal Trentino porterà all’approvazione definitiva, entro il maggio, della Strategia provinciale, e poi alla sua attuazione. In questo momento è in corso la fase cosiddetta partecipativa, attraverso la raccolta di idee, pareri, opinioni, osservazioni critiche, progettualità, da parte di tutti i soggetti del territorio. Le tappe precedenti sono state:

 –   nel 2018 è stato istituito con delibera il Tavolo interdipartimentale. L’obiettivo principale del Tavolo è garantire la trasversalità e la condivisione delle tematiche trattate e collaborare all’elaborazione di un documento di Strategia Provinciale condiviso.

–   con la delibera 2024 del 13 dicembre 2019 è stato approvato il documento di posizionamento che restituisce la fotografia della Provincia autonoma di Trento rispetto ai 17 goal dell’Agenda 2030 dell’ONU e ai 52 obiettivi della Strategia nazionale. Il documento è stato elaborato in stretta collaborazione con Dipartimenti provinciali competenti per materia e con ISPAT che ha dato il suo supporto nella selezione di un insieme di indicatori statistici che descrivono il posizionamento del Trentino nel confronto con altri territori italiani. L’analisi contenuta nel documento di posizionamento, ha messo in luce punti di forza e debolezza del sistema provinciale rispetto agli obiettivi di sostenibilità e ha permesso di individuare alcuni “ambiti” più rilevanti per la definizione della SproSS. Partendo dal concetto di integrazione delle tre dimensioni già ricordate (sociale, ambientale, economica) è stato individuato un set di 20 obiettivi provinciali di sviluppo sostenibile, nell’ambito dei 5 obiettivi prioritari della programmazione europea, definendo così le 5 aree strategiche della SproSS: per un Trentino più intelligente, più connesso, più verde, più sociale e più vicino ai cittadini. Si ricorda che la declinazione dell’Agenda 2030 è una delle cosiddette “condizioni abilitanti” per l’accesso ai fondi europei 21-27.

–   il Documento preliminare è ora sottoposto al processo partecipativo, tenendo conto delle misure di prevenzione imposte dal COVID 19. Gli attori del percorso partecipativo restano quelli definiti nel documento di posizionamento ossia: associazioni e cittadinanza, categorie economiche, sindacati e ordini professionali, amministratori locali e i giovani studenti (scuole superiori e università). Parallelamente saranno chiamati a contribuire al documento di Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile gli enti del sistema PAT, UNITN e organismi del Consiglio provinciale competenti per ciascuno dei 20 obiettivi di sostenibilità provinciale. Si prevede di concludere la fase partecipativa entro aprile 2021, per arrivare come dicevamo all’approvazione della Giunta provinciale della SproSS entro il mese di maggio 2021.

La SproSS ha un arco temporale di dieci anni. Propone quindi una visione di lungo periodo all’Amministrazione provinciale, normalmente costretta a programmare su cicli molto più brevi, che hanno come termine massimo i cinque anni di una legislatura. Sviluppo sostenibile, lo ricordiamo, significa anche questo: guardare al futuro, alle nuove generazioni, al di là delle necessità, dei bisogni e degli interessi più immediati. La SproSS costituirà dunque un punto di riferimento per la programmazione provinciale futura, e alle sue visioni e proposte dovranno guardare e attingere via via, nei prossimi anni, tutti gli strumenti programmatori, dal PSP al DEFP, ai piani di settore.

Lo stato del paesaggio

Infine Tonina ha anche illustrato un altro documento, di recente diffusione, il rapporto sullo stato del paesaggio Ricerca sulle dinamiche di urbanizzazione e sul consumo di suolo in Trentino. Edizione 2020. 

La nuova edizione del Rapporto rappresenta un affidabile riferimento per una più efficace azione di monitoraggio dei fenomeni di trasformazione paesaggistica e insediativa che interesseranno in futuro il territorio trentino. Da un lato l’attenzione è rivolta alle aree fortemente antropizzate, che il vigente Piano urbanistico provinciale classifica come: insediamenti storici, aree urbanizzate recenti, aree produttive, cave e reti di mobilità. Allo studio di queste aree la ricerca affianca quello sul consumo di suolo, con riferimento al monitoraggio realizzato dal Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (SNPA-ISPRA) alle cui attività l’Osservatorio del paesaggio partecipa, su mandato dell’Agenzia provinciale per l’ambiente.

Se lo studio delle aree fortemente antropizzate ha una prevalente finalità paesaggistica e urbanistica, l’approfondimento dei fenomeni di consumo di suolo ha come principale obiettivo il monitoraggio delle trasformazioni che incidono sulla copertura fisica dei suoli, in termini di artificializzazione, impermeabilizzazione e conseguente perdita di funzionalità ecologica. Le aree fortemente antropizzate rappresentano quindi quelle parti del territorio interessate agli insediamenti e alle reti infrastrutturali, comprese anche le aree verdi quali, ad esempio, i parchi, le zone sportive e gli spazi privati di pertinenza degli edifici. Il suolo consumato coincide invece, in termini più fisici e diretti, con le superfici che presentano una condizione evidente di artificialità che ne determina l’impermeabilizzazione.

“Le analisi di livello locale – ha detto il vicepresidente della Provincia – mostrano spiccate condizioni di variabilità tra le diverse aree della provincia, fornendo spunti interessanti per la definizione di strategie future di gestione del territorio e sollecitando in alcuni casi, una riflessione critica sui modelli insediativi in atto e sulle prospettive di sviluppo programmate. Ovviamente il territorio provinciale ha subito dal Secondo dopoguerra una trasformazione radicale della propria struttura insediativa e paesaggistica. La progressione degli incrementi delle superfici insediate registrata negli ultimi 50 anni o poco meno è stata superiore al 190% segnalando andamenti mai verificatisi nella storia del Trentino.

Più rassicurante pare essere l’andamento del dato relativo alla superficie insediata per abitante che, dai 320 mq/ab stimati per il 2004 risulterebbe essere sceso nel 2019 al valore di circa 307 mq/ab. Emerge qui una positiva inversione di tendenza nel rapporto tra la crescita delle superfici insediate e gli andamenti demografici, rispetto a quanto registrato negli anni precedenti al 2000. Ciò parrebbe testimoniare la ricaduta positiva delle politiche di programmazione urbanistica attuate nel tempo recente, con riferimento in particolare alle iniziative orientate all’affermazione di tipologie insediative meno estensive e al recupero e alla riconversione del patrimonio edilizio esistente”.