“Terra-Acqua-Aria”, il progetto di “citizen scientist” di Trento

Avviato il secondo anno di attività del progetto del Muse, Comune di Trento e aziende del Biodistretto di Trento. Tra gli obiettivi principali il coinvolgimento dei cittadini con la raccolta di dati naturalistici

142
“Terra-Acqua-Aria”. Nella foto un Airone bianco (foto Luigi Marchesi)
“Terra-Acqua-Aria”. Nella foto un Airone bianco (foto Luigi Marchesi)

Il progetto “Terra-Acqua-Aria”, nato nel 2020 per monitorare e proteggere la biodiversità urbana di Trento e dintorni, a breve entrerà nel vivo di nuove attività. Molte di queste attività saranno partecipative, aperte a tutti i cittadini amanti della natura. Infatti, smartphone alla mano, chiunque potrà diventare “citizen scientist” (cittadino-scienziato) contribuendo alla raccolta di dati naturalistici della città. 

Ma vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.

Che cos’è “Terra-Acqua-Aria”

“Terra-Acqua-Aria” è un progetto condotto dal Muse – Museo delle Scienze di Trento, insieme al Comune e alle aziende agricole del Biodistretto di Trento. Nato del 2020, ha l’obiettivo di tutelare la biodiversità associata al paesaggio e di rafforzare il dialogo tra ambienti urbani e agricoli.

Il progetto durerà tre anni. Essendo stata avviata nel 2020 l’iniziativa è stata, come immaginabile, condizionata dalla pandemia. I ricercatori del Muse si sono dedicati prevalentemente alla cosiddetta caratterizzazione ambientale di una quindicina di aree di Trento e dintorni. In pratica, per ogni area, hanno mappato gli elementi naturalistici di pregio da tutelare e le situazioni più critiche. (Qui le zone e le aziende agricole coinvolte). Su questa solida base di conoscenze, si è quindi sviluppato il programma di attività che animerà questo secondo anno di progetto.

“Terra-Acqua-Aria”-Villa-Lutterotti-Azienda-Foradori-foto-archivio-Muse
“Terra-Acqua-Aria”-Villa-Lutterotti-Azienda-Foradori-foto-archivio-Muse

“Nelle prossime settimane  – ha spiegato Chiara Fedrigotti della Sezione Zoologia del vertebrati del Muse –  avvieremo il programma di monitoraggio delle specie presenti in queste aree. Ai dati paesaggistici, si potranno così aggiungere informazioni sulle comunità di animali che abitano in questi ambienti. Un’attenzione particolare sarà rivolta all’avifauna nidificante nei vigneti e negli ambienti circostanti, quali bioindicatori della biodiversità. Altrettanta attenzione anche per gli anfibi, il gruppo di vertebrati a più altro rischio di estinzione su scala mondiale”.

Gli altri obiettivi del progetto

Il progetto “Terra-Aria-Acqua”, porterà avanti anche altre iniziative. Innanzitutto la condivisione di buone pratiche a favore della biodiversità; la progettazione di una nuova area agricola improntata alla sostenibilità nei terreni di Fondazione Crosina Sartori Clocha sud di Trento. E poi l’interazione con altri progetti in corso come l’iniziativa Nutrire Trento, che promuove un consumo consapevole e la valorizzazione dei prodotti locali; o ALPTREES indirizzato all’utilizzo e gestione delle specie alloctone di alberi in ambito urbano.

Prosegue anche l’installazione delle cassette nido per agevolare la nidificazione della civetta comune (Athene noctua). Iniziative che coinvolge anche altre specie insettivore “utili”, come upupa, torcicollo, codirosso e pigliamosche nelle campagne del capoluogo.

“L’azione dedicata alla civetta comune, iniziata tra dicembre 2020 e gennaio 2021 – ha spiegato il Muse – rientra nell’ambito di un progetto realizzato dall’associazione De Gaspari, in collaborazione con Istituto Comprensivo Trento 3, Cooperativa Laboratorio Sociale, Associazione “Circolo Tonini Amici del legno” e Auser del Trentino, con l’obiettivo di promuovere modelli sostenibili di produzione e di consumo attraverso il dialogo tra il mondo della scuola e quello contadino. La Cooperativa sociale Progetto 92 è invece la realtà che segue la produzione degli altri modelli di nidi artificiali e di ulteriori strutture a favore della biodiversità”.

Il coinvolgimento dei cittadini

Ma un aspetto importante di “Terra-Aria-Acqua” è il coinvolgimento dei cittadini. Ognuno di noi potrà infatti contribuire alla raccolta di dati naturalistici nelle aree verdi e negli ambienti agricoli periurbani. Per diventare un cittadino-scienziato (un vero e proprio citizien scientist) sarà sufficiente un telefono, l’applicazione gratuita iNaturalist e tanta voglia di guardarsi attorno con curiosità.

Un Codirosso spazzacamino (foto archivio Muse)
Un Codirosso spazzacamino (foto archivio Muse)

Ad oggi, la pagina di Terra-Aria-Acqua ospitata sulla piattaforma conta più di 4.200 osservazioni, caricate da coloro che passeggiando per le strade e dintorni di Trento si sono imbattuti in qualche creatura capace di attirare la loro attenzione.

Tra le centinaia di segnalazioni raccolte sono state identificate 1.204 specie diverse. A guidare la classifica degli animali “più osservati” a Trento e sobborghi sono rospo smeraldino, lucertola muraiola e merlo. Per il mondo vegetale le specie “più viste” sono robinia, edera comune, asplenio e anemone epatica.

Tutti posso partecipare alla raccolta di dati naturalistici – hanno evidenziato i ricercatori del Muse -. Soprattutto in questo periodo di zona rossa, in cui siamo costretti a rimanere entro i confini comunali”.

Azienda agricola Foradori. Mucca al pascolo (foto archivio Muse)
Azienda agricola Foradori. Mucca al pascolo (foto archivio Muse)

Per i più volenterosi è anche disponibile una liste di specie elaborate dal Muse (Invertebratipiante alloctonevertebratiprime fioriture). In questo modo ci si potrà “specializzare” nella ricerca di elementi della fauna e della flora particolarmente interessanti dal punto di vista ecologico.

Aderiscono al progetto: Associazione culturale Biodistretto di Trento; Comune di Trento; Azienda Agricola Foradori; Cantina Aldeno; Cantine Ferrari; Cantina La Vis; Cantina Moser; Cantina Sociale di Trento; Cooperativa Sociale Progetto 92; Cooperativa Sociale Samuele; Maso Cantanghel; Maso Martis; Società Frutticoltori Trento.