Tiziano Fratus, il poeta degli alberi

Tiziano Fratus a Rovereto (foto Anna Molinari)
Tiziano Fratus a Rovereto (foto Anna Molinari)

Poesie creaturali. Un bosco in versi l’ultimo libro di Tiziano Fratus presentato a Rovereto

Dendrosofo, è così che si definisce Tiziano Fratus, e non con l’intento di dire quello che fa, ma quello che è. D’altronde da diversi anni il poeta e scrittore piemontese con gli alberi coltiva una familiarità profonda: li cerca, li osserva, li studia, li canta, come appunto suggerisce l’etimologia della parola che ha fatto propria. Fratus è un amante e un conoscitore dei boschi, un punto di vista inusuale sulla natura che ieri ha condiviso con il pubblico della libreria Arcadia di Rovereto, dove ha presentato il suo ultimo libro, Poesie creaturali. Un bosco in versi.

Con la voce suadente di chi è abituato alla culla dei versi senza però astrarsi dalle correnti del mondo, Tiziano Fratus si è misurato fin dall’inizio dell’incontro con il mondo che accade intorno: a partire dalle manifestazioni per il clima di #fridaysforfuture, che alimentano speranza per un mondo responsabile in mano alle nuove generazioni, trascinando con sé anche chi questo mondo glielo sta lasciando, più ammaccato di quanto meritino. E non solo le voci dei giovani, ma anche la natura si fa sentire in maniera più prepotente: una poesia nasce anche così, da pensieri che si annodano in una notte di vento insonne prima di un viaggio:

Stanotte però non si dorme, non in questa casa

C’è un grosso animale rantolante che si agita nella borgata

[…]

Quando le case si alleggeriscono chi le abita si crepa

Tiziano Fratus durante la presentazione a Rovereto del suo ultimo lavoro (foto Anna Molinari)
Tiziano Fratus durante la presentazione a Rovereto del suo ultimo lavoro (foto Anna Molinari)

Ma com’è nata la passione/ossessione per gli alberi, protagonisti di molti dei suoi scritti (oltre 30 libri pubblicati in italiano e in inglese), famosi forse più all’estero che in Italia? 

Durante un piccolo tour negli States, galeotto fu l’incontro fugace, ma indimenticabile, con le sequoie millenarie di Big Sur (ruvido paesino a piombo sull’oceano della California, reso famoso dai soggiorni, tra gli altri, di Kerouac e Miller): da qui ha preso forma il pensiero dell’homo radix, l’uomo radice, colui che non le ha ma le cerca, che fiuta connessioni come le venature di un tronco, siano esse di carattere estetico, naturalistico o culturale, ma sempre attraverso il paesaggio. E benché la narrativa sia oggi ampiamente innervata di foglie, radici e rami, fino a soli dieci anni fa non era così e Fratus fu uno dei primi a scrivere pagine dedicate alla natura.

Praticante di una sorta di mindfulness che lui preferisce definire “meditazione in natura”, Tiziano Fratus è un cantore di boschi e foreste, a partire da quelli vicini a casa nella zona di Avigliana (Torino), dove percorre sentieri tra aironi e piccoli specchi d’acqua: è lì che scaturisce la potenza dell’immenso raccolto nel piccolo, è lì che si ripetono esercizi di purificazione che assomigliano a quelli proposti dai buddhisti, anche se per il poeta slegati da una corrente spirituale specifica. La spiritualità è infatti vissuta come essenziale per il contatto con la natura che allo stesso tempo suggerisce e implica, senza categorie o, meglio, valida oltre le filosofie. È una meditazione che nasce dentro le riserve naturali e dalle geografie emotive e fisiche genera legami inaspettati e sorprendenti. 

In questa immagine Tiziano Fratus autografa i suoi libri (foto Anna Molinari)
Gli alberi sono protagonisti di molti dei libri di Tiziano Fratus (foto Anna Molinari)

Ecco allora quelle “poesie creaturali” che danno anche il titolo all’ultimo suo lavoro: pur se definite (e quasi declassate a) “poesie prosastiche”, le sue riflessioni si caratterizzano per lo stile intimo, quello che “speri le persone amino come lo ami tu. Poesie creaturali è un libro che lui definisce di “geometrie foliari”, un libro di poesie anche graficamente disegnate come soffi, come semi. È diviso in 15 case e ogni casa ha un tema portante: non c’è solo la natura, che pure connota Fratus come autore, ma ci sono versi che parlano dei genitori, d’amore: semplici, a tratti onirici, discorsivi e forse nemmeno speciali, come in fondo la vita.

La natura non ha nulla di buono,

essa opera e distribuisce

si rinnova nel sangue dei vinti.

[…]

La natura umana non è la roccia,

è il fruscio del volo di un cardellino.

Editore è Libreria della Natura, una piccola realtà di Milano che si occupa prevalentemente di natura e accoglie con coraggio una sfida non facile nel mondo dell’editoria odierna, ma anche avvincente per le suggestioni selvatiche da cui si fa trascinare.

Anche se forse, in fondo, è proprio senza parole che i boschi suggeriscono pensieri: 

C’è questo mio silenzio

E c’è il silenzio che occupa i grandi alberi 

(da «L’ultima foresta»)