Torcicollo: il picchio che sibila come un serpente

Torcicollo (foto Graziano March)
Torcicollo (foto Graziano March)

Timido, opportunista, imitatore, migratore, ghiotto di formiche, il torcicollo è un campione di curiosità

Se c’è un uccello davvero sorprendente questo è il torcicollo (Jynx torquilla) qui fotografato da Graziano March. L’elenco delle sue curiosità è davvero lungo: innanzitutto pur appartenendo alla Famiglia dei picchi è un picchio atipico, infatti non tambureggia per scavare buchi nei tronchi, né li scala e di conseguenza non dovendo ammortizzare i colpi contro il legno ha una testa piccola (come le misure del suo corpo, poco più grandi di quelle di un fringuello) ha un becco delicato e penne della coda non rigide.

Torcicollo in posa (foto Graziano March)
Torcicollo in posa (foto Graziano March)

Ma c’è di più: è l’unico migratore tra i picchi che vivono in Europa; ha un carattere abbastanza timido, ma opportunista, scegliendo spesso come nidi cavità o anfratti già occupati da altri uccelli, eliminando le uova o la prole presente; grazie al colore del piumaggio, riesce a confondersi agevolmente con l’ambiente circostante (criptismo) diventando difficile d’avvistare (anche per il fotografo). Ha inoltre una lingua molto lunga e viscosa che utilizza per cibarsi di formiche, il suo “piatto” preferito.

Torcicollo accopiamento (foto Graziano March)
Torcicollo accopiamento (foto Graziano March)

La femmina depone una sola covata (mediamente da 7 a 11 uova). Anche la prole è cibata con un impasto a base di saliva, larve e uova di formica.

L’aspetto, però, davvero sorprendente del torcicollo, così come suggerisce il suo nome, è forse questo: in caso di pericolo adotta una strategia di sopravvivenza stupefacente, riuscendo ad allungare il collo e a torcerlo in varie direzioni spesso per somigliare a un serpente di cui imita addirittura il sibilo, scoraggiando così i possibili predatori.