67. Trento Film Festival: alberi e boschi tra i temi della rassegna

Programma speciale del Trento Film Festival e Fondazione Dolomiti UNESCO, denominato Amici fragili, con cinque film dedicati agli alberi dopo gli schianti per il maltempo dell’ottobre scorso 

La 67. edizione del Trento Film Festival, che si svolgerà a Trento dal 27 aprile al 5 maggio, si occuperà, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, anche del bosco e degli alberi, con un programma speciale di cinque film recenti, denominato dalla rassegna “Amici fragili”, nato per riflettere su questi temi dopo il disastro che ha colpito le montagne del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli a fine ottobre scorso, con milioni di alberi abbattuti dal maltempo. 

Subito dopo lo shock dei massicci “schianti” sulle Dolomiti e le altre montagne del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, è emerso il desiderio di lavorare sulla straordinaria e profonda reazione emotiva che quelle impressionanti immagini hanno suscitato, e sulla rivelazione della fragilità di un patrimonio naturale che eravamo abituati a considerare così ben piantato nel terreno, quasi indistruttibile. Le vette a cui guardiamo solitamente con i film e il programma del festival hanno sfidato incuranti gli agenti atmosferici, mentre più in basso valli e altipiani verdeggianti hanno pagato un prezzo altissimo, con l’abbattimento di milioni di metri cubi di legname.

«Una ricognizione della migliore produzione cinematografica recente – aspettato il responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival, Sergio Fant – ha rivelato che, proprio tra la fine estate 2018 e l’inizio del 2019, come se il cinema mondiale fosse misteriosamente sintonizzato con quanto stava accadendo sulle Dolomiti, si erano affacciate nei maggiori festival internazionali diverse opere che, con chiavi diverse, mettevano al centro gli alberi e il rapporto che abbiamo coi boschi. È nato così, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO in occasione del suo decennale, il desiderio di riunirli in un programma speciale, che abbiamo intitolato Amici fragili: un programma su alberi e boschi nel tempo dei cambiamenti, per continuare a elaborare collettivamente nell’ambito del festival le sensazioni di quei giorni, fornendo insieme suggestioni e spunti di riflessione per le scelte che si dovranno fare rispetto alla gestione del post-catastrofe, e del futuro dei territori boschivi di montagna».

67. Trento Film Festival. Una scena del filmBamboo Stories che sarà proiettato nell'ambito della rassegna "Amici fragili"
67. Trento Film Festival. Una scena del film “Bamboo Stories” che sarà proiettato nell’ambito della rassegna “Amici fragili”. Nella foto di apertura una scena de “Le Temps des foràts”

I film in programma

Le Temps des forêts (Francia, 2018) di François-Xavier Drouet è l’ideale introduzione al tema: le foreste francesi stanno cambiando, questi simboli di natura autentica stanno vivendo una fase di industrializzazione senza precedenti, tra meccanizzazione, monocoltura, fertilizzanti e pesticidi. Il film è un documentatissimo e illuminante viaggio nel cuore della “foresta industriale” e alla scoperta delle sue possibili alternative.

Lo sfruttamento del legname è al centro anche di Bamboo Stories (Germania/Bangladesh, 2019), in anteprima italiana, del pluripremiato regista del Bangladesh ma attivo da anni in Germania, Shaheen Dill-Riaz. Con immagini mozzafiato della rigogliosa natura bangladése e dell’avventuroso trasporto tramite zattere, Dill-Riaz introduce lo spettatore nel mondo aspro degli uomini che lavorano da generazioni nei boschi e sul fiume, con un solo obiettivo: consegnare in tempo il bambù ai grossisti della capitale Dhaka.

Altra anteprima italiana Wildland (Stati Uniti, 2018) di Alex Jablonski e Kahlil Hudson, che porta l’attenzione su un’altra, forse la maggiore e più comune, minaccia che insidia i boschi del mondo, sulle Alpi e sugli Appennini come recentemente in California: gli incendi. Girato nel corso di una stagione nella zona di Grants Pass in Oregon, Wildland è l’avvincente resoconto della formazione e dell’impegno di una squadra di vigili del fuoco in lotta con la paura, la lealtà, i sogni e i demoni.

Sono delle originalissime e brillanti commistioni tra documentario e arte i due ultimi film del programma Amici fragili, entrambi vere imperdibili scoperte, acclamati in decine di festival internazionali, da Locarno a Karlovy Vary, da Sundance a Rotterdam.

Walden (Svizzera, 2018) del regista, artista e coreografo Daniel Zimmermann, di cui sono stati già presentati a Trento i precedenti geniali cortometraggi Stick Climbing e Lauberhornrennen im Sommer, propone in 13 impressionanti piani sequenza circolari, una vera e propria sfida stilistica che ha ipnotizzato spettatori e critici in tutto il mondo: il provocatorio trasporto di una partita di legname dalle Alpi austriache alla Foresta Amazzonica brasiliana.

67. Trento Film Festival. Una scena del film Acid Forest
67. Trento Film Festival. Una scena del film “Acid Forest” nell’ambito della rassegna “Amici fragili”

Gli alberi di Acid Forest (Lituania, 2018) sono invece ancora in piedi, ma comunque morti per l’aggressione chimica degli escrementi della colonia di cormorani che ha eletto questo bosco della costa baltica a propria ideale residenza. Questo paesaggio unico naturalmente devastato, paradossalmente diventato un’attrazione turistica tra le più visitate del paese, è stato ritratto dalla filmmaker e artista Rugilė Barzdžiukaitė (che rappresenterà la Lituania alla Biennale Arte 2019) in un ironico 

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